La sfida – #1 – “Non ho tempo!”, contarsela & more

Ciao.

Ieri, in un momento di follia serale, ho deciso di lanciarmi questa sfida: scrivere due post alla settimana. Perché? Ho un bisogno estremo di fare chiarezza nella mia testa, e scrivere è uno dei metodi che più mi stanno aiutando in questa direzione.

E vorrei fare ancora di più: condividere le cose che mi assillano maggiormente. Non per aggiungere all’immenso mare del web l’ennesima goccia di rammarico, piuttosto per esporre le mie debolezze, e trasformarle in possibili punti di forza. Got it?

Non contento, aumentiamo la posta: se ci fosse casualmente qualcuno che legge, che si prende la briga di verificare il mio impegno (cosa che dubito fortemente, ma mai dire mai), e mi facesse notare una – oops! – negligenza, potrebbe vincere 50,00 Euro. I swear, I’ll do it. Tra lunedì e domenica, due post. Scommettete, gente, scommettete! Trovate qualche modo per mandare a rotoli i miei piani (è così semplice, credetemi), e il cinquantone è vostro. Ho intenzione di seguire questa pratica fino al giorno del mio compleanno (8/4, ndr.), poi vedrò se rinnovarla.


 

Partiamo con la sensazione di non avere abbastanza tempo per fare ciò che mi piace. Vari momenti della mia giornata sono segnati da un sentore di non aver fatto abbastanza. La soluzione più ovvia, più spesso che mai, è quella di cercare di fare più cose ancora, di cercare stratagemmi per velocizzare, ottimizzare, ridurre i tempi morti…sai, tutti quei tricks da malato della produttività. Invero, una sofisticatissima forma di pigrizia!

Più agisco in questo modo, più mi rendo conto dei limiti insiti nel processo di mettere tutte le cose sullo stesso piano, di catalogarle in maniera quantitativa, con tanto di checklist sempre in tasca o sull’iPhone. Anzi, meglio averla in cloud, così posso accedervi anche da altri dispositivi..:(

Anyway, ho il sentore che se non comincio a mettere in primo piano le questioni più scottanti (e talvolta riesco pure a convincermi che sto facendo la cosa più importante, quando è palesemente falso!), tutto comincerà a scivolare inesorabilmente, e la mia capacità da criceto di continuare a correre sulla ruota comincerà ad atrofizzarsi…a meno che non diventi un criceto maratoneta, ben inteso.

A volte le questioni più scottanti sono quelle su cui non vogliamo tornare col pensiero. Sono quelle de “ci penserò dopo, quando sarò più riposato/rilassato/pronto per affrontarla (=mai!)”. Equazioni sintattiche a parte, a volte mi sento davvero di porgere l’altra guancia, per dirla con Gesù. “Già c’è qualcosa che mi sta in culo, e per di più dovrei anche andarci incontro?” Proprio così. Controintuitivo, se vuoi, ma è anche così che si risolvono le quisquilie che la vita ci propone/propina (il confine è labile) giornalmente.

Sono immancabilmente sedotto dal desiderio di fermarmi qui. “Avrei un’altra debolezza pronta-pronta, ma sai…la tengo per il prossimo post…magari tra qualche giorno non trovo più debolezze…e poi di che cosa scrivo? Me le devo inventare!”.

Piccolo saggio di quanto riesco a raccontarmela…e siamo a due!

#3: Molto spesso ho la netta sensazione di non concentrarmi abbastanza. Puntualmente la mia testa è in giro a cercare qualcosa di meglio da fare…ma è possibile? e stai lì, una buona volta! Penso proprio che questo sia un problema correlato con il fatto di fare troppe cose…sei di corsa, corri ancora di più, pensi a come riuscire per correre ancora più veloce, e nel frattempo…dove va a finire la tua concentrazione? Posso diventare un esperto a fare le cose di corsa, certamente sì…e il resto? Non a tutti potrebbe piacere questa skill…

Notato quanti puntini sono riuscito a mettere nell’ultimo paragrafo? Quando la chiarezza è scarsa, questo è uno dei sintomi più evidenti. Quelle pause che durante uno spettacolo farebbero fallire il teatro, sarebbe meglio elaborarle prima che si apra il sipario. A meno che non ci sia nulla da perdere. Fortunatamente, il mio caso.